Quando ti va tutto storto,
alle volte, preferiresti essere morto
che affrontare il mondo esterno,
col suo moto rotatorio eterno.
Quando hai tutto il resto contro,
ti angusti, ti senti male dentro,
perdi la cognizione dello spazio e del tempo,
perdi l’equilibrio, perdi il baricentro.
Quando hai l’impressione costante
di stare sprecando ogni istante,
vedi ogni obbiettivo distante,
girovaghi senza meta,
come vagabondando alla cieca.
Quando il corpo ti va in pezzi
e la mente ti va in frantumi,
è come avere i postumi,
senza aver bevuto a fiumi,
è come avere i sintomi influenzali,
senza essere malati reali.
Quando sei attonito, sbigottito,
perché non riesci a capacitarti
di quello che ti sta accadendo,
senti spegnere la flebile fiamma
che ti arde dentro.
Quando ti senti fragile, instabile,
e ti senti triste e scontento
per quello che ti sta succedendo,
basta un cenno e finisci in pezzi.
Quando la sfortuna ti perseguita
e non te ne va bene una,
basta un incidente
e rischi la rottura,
basta un passo falso
e rischi di cadere
sempre più in basso,
basta un nonnulla
e rischi di essere risucchiato,
nei meandri dell’abisso.