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Salvare le apparenze

Oggigiorno il mondo sta prendendo una brutta piega.
Se hai anche solo uno sfogo, diventi una strega,
non puoi aprir bocca che ti mettono subito al rogo.
Ti aggrediscono, ti vogliono sopraffare,
ti vogliono imporre il loro modo di pensare.
Da prede, diventano predatori,
vogliono sfogare sul prossimo le loro frustrazioni:
anni di soprusi, torti subiti e di angherie,
in questo modo alimentano soltanto le dicerie.
Ognuno rivendica i suoi diritti, 
gli altri devono stare tutti zitti.
Al giorno d’oggi si sentono tutti indignati,
da tutti i fatti, presenti e passati.
Non si può nemmeno più scherzare:
è lo specchio della società che va a puttane.
Non si può dire o fare più niente che
un qualsiasi gruppo o sottoinsieme,
categoria, minoranza o devianza,
ne ha abbastanza, si offende e ti riprende,
se la prende, e se la lega al dito.
Manifestano il loro dissenso e
ne avrebbero tutte la ragioni, ma non hanno capito
che uguaglianza vuole dire
che non solo la loro, ma che ogni vita ha la sua importanza.
Se in questo clima, provi a fare una battuta,
ogni porta in faccia ti viene sbattuta.
Il senso dell’umorismo non sanno cosa sia:
l’ironia è solo il sale della vita, la rende più gradita.
A me più che orgogliosi, sembrano diventati tutti spermalosi.
Non si può obbligare il prossimo a non odiare.
Non si può combattere i pregiudizi
e l’ignoranza imponendo una legge,
lo si può solo educare alla tolleranza,
metterlo davanti a uno specchio,
e fargli capire che ognuno ha la sua importanza.
In tutto questo ci sono loro, i padroni del mondo:
“la gente”, quelli che puntano le dita.
Quelli che pretendono che la facciata sia sempre pulita,
ma invece da quanto, sotto sotto, il mondo continui a essere sporco,
dovrebbe essere veramente inorridita.
Di come vanno le cose realmente se ne fregano,
anzi per mantenere il loro status quo,
hanno solo interessi che tutto rimanga com’è adesso.
Perbenisti, moralisti, integralisti,
ciarlatani, venditori di falsi ideali.
L’importante è salvare le apparenze.
L’uomo medio: intollerante benpensante;
è l’identikit del moderno passante.
Sono nauseato da tutto questa ipocrisia
mascherata da buonismo,
sono esacerbato da tutta questa litania
tempestata di vittimismo.
Mio caro comitato dei genitori,
i vostri figli sono i primi trasgressori.
Razzista, omofobo, sessista, fascista:
ogni termine è stato svuotato del suo reale significato;
ti identificano, ti etichettano,
nella loro mente sei schedato,
sei assimilato al male incarnato.
Mentre sono loro i primi a discriminare,
sono loro i primi a pensar male.
Devono imparare che il passato non si può censurare,
anzi bisogna sempre contestualizzare,
alla memoria riportare, e dagli orrori/errori imparare.
A mio modesto parere, ognuno
è libero di essere e di fare
ciò che più gli piace e pare,
ma senza invadere e limitare la libertà del prossimo,
altrimenti da vittima diventi carnefice,
e della altrui prigionia diventi l’artefice.