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Network sociale, da passatempo a trappola mentale

Sul web si sparla di chiunque, si ridicolizza sempre e comunque, soprattutto chi è animato dalle migliori intenzioni, si schernisce, si deride e si umilia, senza implicazioni, senza nessun ripensamento, non sono solo opinioni, senza uno straccio di coscienza, conta solo l’apparenza. Su internet ci si scanna, ci si accanisce contro il prossimo, dilaga l’odio digitale, è la valvola di sfogo attuale per tutte le frustrazioni e la insoddisfazione popolare.
 
I social media tra fake news, gossip e minchiate, chi farà più like la foto di una gattina o di una una bella figa a pecorina?
 
Saranno tutte bufale o notizie manovrate? Si va tutti alla ricerca della fonte perfetta, quella inequivocabile, quella irreprensibile, la più autorevole, la più insindacabile.
 
Il World Wide Web: patria di ignoranti, complessati, frustrati, insoddisfatti e repressi.
 
Si esprime la propria opinione prima di leggere, prima ancora di capire quale sia la effettiva situazione, come potrebbero essere andate realmente le cose, se per caso coinvolge degli esseri viventi, se abbiano anch’essi dei sentimenti. 
 
Prospettive distorte, menti contorte.
 
Quello che importa è solo la propria reputazione, il proprio status social, la altrui considerazione che si potrà elevare, solo in base a quanto odio saremo in grado di seminare.
 
Sul WWW non sei trendy se qualcuno non offendi. Se sei snob e magari anche un dandy neanche il tuo bancomat sa alla fine del mese quanto spendi.
 
Gli influencer meriterebbero tutti, schiaffoni alla bud spencer. Gli hater andrebbero tutti, lobotomizzati da Darth Vader.
 
Siamo malati, di protagonismo e di vittimismo, ci facciamo i selfie pure all’ospedale con gli amici a un party o a un funerale, l’importante è ostentare, sempre e comunque. Il nuovo paio di vans, fa gola a tutti i fans, la nuova acconciatura, fa invidia anche a Simona Ventura.
 
Narcisisti, pessimisti, fancazzisti, di una coscienza sono sprovvisti.
 
Like, hashtag, commenti e citazioni, siamo tutti dei gatti sornioni? Diventa follower, aggiungimi ai tuoi friends, aggiorna il tuo stato, invitami al tuo addio al nubilato, non sarò mica l’unico ad essere scartato? Posta, condividi, tagga e commenta, di una squallida faccina, il suo ego smodato non so se si accontentato.
 
Si cerca in ogni modo, di accaparrarsi tanta più approvazione da persone che di amici hanno solo il nome, per alimentare il proprio ego, il proprio alter ego. Per sfamare il nostro bisogno di autocompiacimento: è un animale affamato, bramoso di visceri e sangue, non interessa quale sarà la sua prossima preda da spolpare, deve solo estinguere la sua cannibalesca fame.
 
Il complottista si beve ogni cretinata inventata e pubblicata, c’è poi il terrapiattista che della logica ne fa un punto di vista, in fine il negazionista che non crede neanche nella propria esistenza.
 
E pensare  che grazie ai dispositivi mobili avremmo la capacità di trovare qualsiasi informazione, che solletica la nostra più fervida immaginazione, non solo del kamasutra, la più contorsionistica posizione non per forza la situazione sentimentale più sensazionale, abbiamo lo scibile umano in tasca, a nostra disposizione.
 
Invece viene usato per guardare qualche porcone o spargere la disinformazione, comunque sia per distrarre l’attenzione dal problema principale  per cercare di occultare la verità, la situazione reale
che viviamo in una distopia mascherato da democrazia che viviamo in una prigione senza sbarre, che siamo ingranaggi di una macchinazione dalle regole alquanto bizzarre.
 
Siamo scollegati dalla realtà, siamo schivi della virtualità. Network sociale, avvicina le persone lontane, ma allontana le persone vicine. Forse era meglio quando alle persone gli andavi a bussare al portone, forse era meglio quando si stava a parlare al telefono per ore e ore.
 
Non riusciamo neanche più una strada ad attraversare 
senza farci investire, per fissare quello tramaledetto cellulare, non riusciamo neanche più 5 minuti a stare senza sapere chi ci dobbiamo arruffianare. E’ facile finire catturati dalla rete, è facile cadere preda del:
 
Network Sociale, da passatempo a trappola mentale
By Steve Cutts