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Quel giorno fatidico

Melodie risuoneranno nelle piazze,
canti riecheggeranno nelle vallate,
fiumi di persone si riverseranno nelle strade,
discutendo e ballando,
saltando e abbracciandosi.

La vegetazione soffocherà il cemento,

la gioa il risentimento,
non più una traccia d’inquinamento,
l’aria sarà pervasa di fragranze,
gli animi di speranze,
il cielo sarà limpido e terso,
ogni luogo sarà uguale e nel contempo diverso;
il cinguettio degli usignoli,
lo schiudersi dei boccioli.

Le città addobbate a festa,

le mura adornate da murales e manifesti,
a ogni angolo omaggi floreali e delizie culinarie,
saltinbanchi e giullari,
poeti e pittori,
artisti e cantautori.

Tutti gli esseri viventi in circolo

si prenderanno per mano,
e allora non vi sarà più distinzione
né di specie né di genere, 
né di razza né di colore,
un unica nazione, un unico cuore.

Ogni vita dà un contributo diverso,

ma il suo valore è sempre lo stesso.

Sarà l’alba di un nuovo inizio,

risorgerà dalle ceneri
di un mondo in rovina,
rinascerà come la “tribù arcobaleno”.

Il giorno in cui la maggioranza prenderà coscienza, 

in cui la gentilezza sboccerà dalla consapevolezza,
in cui il “bene” tornerà a trionfare sul “male”;
non ci sarà più odio né violenza, 
né cattiveria e né sofferenza.

Quel giorno in cui  ci risveglieremo

di soprassalto da un tragico incubo…
 

Quel giorno fatidico