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Il mondo che non c’è o che non ci sarà?

Fin da quando sono nato io mi sento costantemente frodato: dal grande fratello e dallo stato, dal Vaticano e dal papato, dalle guerre e dalla Nato, a volte beffato pure dal fato, mi sento puntualmente molestato dalla televisione, dalla religione, dalla repressione, dalla depressione e dalla bassa pressione, dall’idea di non aver una pensione. Mi sento castigato dal malintenzionato, dal deputato e dal condannato, da ciò che viene deliberato oppure abrogato. Si signori io mi sento abusato ma che dico profanato!

Sono indignato, vorrei vivere in un mondo fatato, dove ognuno venga rispettato, venga ringraziato, amato e abbracciato.


Non è utopia e non è il parto della mente di un “sognatore”, l’unica utopia è pensare di poter continuare in questa direzione.


La prima notizia di attualità dovrebbe essere la cruda realtà, ossia che il nostro stile di vita è possibile nell’attuale società, solo grazie allo sfruttamento, all’altrui povertà, all’eclatante disparità, all’iniquità; è dovuta all’illusione di libertà, alle menzogne, alle sofferenze e allo sfruttamento, alle atrocità.


Aspiriamo alla crescita infinita in un pianeta a dimensione e risorse finite, non vi sembra che ci sia qualcosa che non quadra? che ne dite?

Siamo nelle mani di luridi assassini, che hanno derubato del futuro perfino i propri bambini.

Cosa succederà quando alle nuove generazioni spunteranno le ali e la volontà, quando più d’uno capirà quello che i loro predecessori hanno combinato, Che tutto è stato contaminato e che anche il loro futuro è inevitabilmente segnato!


Quando realizzeranno che l’unica cosa da fare è rimboccarsi le maniche e aggiustare, risanare, cambiare le sorti di questo povero pianeta sventurato.


Non ci resta che sperare di aver ancora voglia di respirare…


Gli alberi possono essere ripiantati, le barriere coralline e i terreni rigenerati, le spiagge e gli oceani ripuliti, l’aria può essere purificata e l’acqua depurata
niente è inevitabile, tutto è possibile.

Ma ci dobbiamo impegnare attivamente con tutta la nostra mente, ingegnare con metodi ecocompatibili, trovare tutte le soluzioni possibili per tornare in armonia con madre natura, dobbiamo puntare sull’educazione e sulla cultura anzi direi sulla coltura, tornare alla radice del problema, ridiscutere il paradigma contemporaneo, pensare come un estraneo in modo estemporaneo, immaginare un una nuova società improntata sulla semplicità, sulla genialità, sulla sostenibilità e non sulla masochistica stupidità, sulla meschinità e sull’avidità.
 
Ci hanno talmente anestetizzato all’odio e alla violenza che pensiamo che non si possa vivere senza.

Abbiamo bisogno di pensatori pragmatici, di idealisti realisti, di sognatori coi piedi per terra!


In questo momento abbiamo disperatamente bisogno di un nuovo stile di vita, di una nuova visione della realtà, di una nuova società pacifica improntata sulla libertà, sulla solidarietà, sulla giustizia, sull’equità, sulla fratellanza, sulla cooperazione, in cui ognuno abbia diritto alla massima espressione, allo sviluppo delle proprie potenzialità, in cui nessuno venga sfruttato ma valorizzato ne venga penalizzato ma spronato.


In cui la ribellione non venga punita con la repressione ma incanalata con l’uso dell’esempio e della ragione.


In cui tutti conoscano e rispettino gli spazi altrui, i limiti da non superare e si riescano ad auto-regolamentare.


Una nuova era di consapevolezza in cui il valore di una vita sia il bene più prezioso da difendere e da preservare.


Seconda stella a destra e poi dritto fino al mattino, di sensato da percorrere è l’unico cammino.


Riusciremo a compiere il passo per salvare quello che resta della nostra umanità? Per salvare questo mondo dalle incombenti calamità?

 
Il mondo che non c’è o che non ci sarà?