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Un Argomento Stimolante

Son affusolato, anonimo, e maleodorante, m’abbranco alla suola, manco fossi un collante; son concime, metano e pure satira, senti la genti poi come ne blatera:
 
Per molti un cumulo insormontabile, per altri un sollievo ineffabile, per troppi, un male incurabile.
 
Per i coloriti estimatori è un motto gioviale, per i perbenisti indignati è tvoppo volgare, per l’inguaiato di turno, proprio un intercalare; per l’umanità soggiogata, il quotidiano pane. 
 
Per il moralista infine è lordura immonda, ma è anche merito d’essa, se la terra è naturalmente feconda.
 
La fa il politico, a sua immagine e somiglianza, il magistrato, prosegue ligio d’incuranza, nella sua cieca ottemperanza, il giullare, quanto se spanza! C‘è poi il medico, quello egoista, ne prescrive sempre in compiacente abbondanza, lo chef, guarda Pasolini, ne ha fatto addirittura una pietanza, l’illuminato, che fotte la maggioranza, il costipato, ennamadonna che mal de panza!
 
Non è proprio mimosa, quest’abnorme sostanza, ma sentissi che fragranza!
 
Azoto, nitriti e falde acquifere, cocktail letale per irrorazioni pestifere; essa invece non è ne chimica, ne tossica, niente ha di cancerogeno, non è un gas nervino, ne un agente patogeno, non genera alimenti mutanti, e mica sono i soliti, sintetici fertilizzanti!
E pensare che invece del masochistico inquinare, del biogas a costo 0 ci si potrebbe fare! invece impera l’onnipresente logica del profitto: suvvia sior e siori, dopotutto è soltanto vitto; a ragion veduta siamo, ciò di cui ci nutriamo: alimento artificiale, elisir di vita letame.
 
Pare superfluo ma si rivela determinante, nell’umana escalation a cloaca ambulante; 
 
per il latifondista sono sperperi ingenti,
per la multinazionale del farmaco, dinari sonanti, tra noi morti viventi miete impunita vittime innocenti: il lobbista, chiamalo anche arrivista, ancora una volta, è il solo protagonista.
 
Dalla mondanità si tanto catturati, da non accorgerci di esserne totalmente invischiati; in principio solo un intuizione, poi una pallida supposizione, e via via verso l’amara concretizzazione:
 in un mondo ignobilmente contaminato, non sono nato, orsù, mi ci hanno strenuamente defecato!
 
Guarda in alto, ma anche in basso, o rischi di pestarla col solo passo, ti giri e ti rigiri sempre di mezzo sta, è un invasione ma, anche lei il diritta alla vita ce l’ha; ora le sue doti non sto troppo a decantare, infondo, è sempre di un pezzo di merda di cui stiamo a parlare, sembrerebbe onnipresente forse anche ammorbante, ma l’apparenza è sempre fuorviante; il superfluo si rivela piuttosto…
 

Un Argomento Stimolante

Opera d'arte di Piero Manzoni

“Quando la merda varrà oro, il culo dei poveri non apparterrà più a loro.”

Henry Miller